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18 novembre 2022

Fermo amministrativo auto: cosa c’è da sapere

Il fermo amministrativo è una misura molto delicata da affrontare. Si tratta di un atto attraverso il quale un ente o un’amministrazione può bloccare un’automobile registrata al PRA, qualora il proprietario non abbia saldato un debito relativo all’auto stessa.

I tributi non versati, o più semplicemente multe non pagate, possono portare a un fermo amministrativo. In gergo tecnico, il fermo amministrativo è una riscossione coattiva (D.P.R. n. 602/1973) che impedisce al legittimo proprietario dell’auto, in questo caso anche debitore, di servirsi del mezzo fino a quando non avrà estinto il suo credito.

Possedere un’auto con fermo amministrativo, oltre ad impedire l’utilizzo dell’auto, fa sì che il proprietario faccia fatica ad effettuare la sua vendita, in quanto un ipotetico acquirente sarà di certo poco interessato all’acquisto di un bene sul quale grava un provvedimento simile. Inoltre, il veicolo non potrà essere cancellato dal PRA o condotto all’estero.

I soggetti che circoleranno nonostante il fermo amministrativo potranno subire una sanzione economica compresa tra i 1988 e i 7.953 euro, alla quale si sommerà la confisca del mezzo che diverrà a tutti gli effetti di proprietà dello Stato.

Come funziona il fermo amministrativo

Il fermo amministrativo ha un iter ben preciso che si compone di diverse fasi. In primo luogo, l’ente incaricato alla riscossione del credito invia la cartella esattoriale al proprietario del veicolo. Considerando la data della notifica, questi ha due mesi di tempo per saldare il debito.

In caso di comprovata difficoltà, il debitore può richiedere una rateizzazione della cifra da versare o, ancora, una sospensione o un annullamento tramite ricorso. In mancanza di queste richieste, interverrà l’Agenzia delle Entrate per difendere gli interessi del creditore.

L’Agenzia delle Entrate prima di procedere con il fermo si impegnerà a informare il debitore che, da qual momento, avrà un ulteriore mese per mettersi in regola.

Qualora neanche durante questo mese il debitore avrà saldato il suo debito, l’amministrazione procederà con il fermo, ufficializzato dall’iscrizione del provvedimento nel PRA da parte del concessionario della riscossione.

Verifica del fermo amministrativo: come si fa?

Ci sono diversi modi per verificare la presenza di un fermo amministrativo. Uno di questi consiste nell’utilizzare il pratico form presente sul sito dell’ACI, al quale è possibile accedere tramite SPID, che richiederà poche ma precise informazioni: il numero di targa, il codice fiscale del richiedente e la tipologia di veicolo.

Un’altra strada da percorrere qualora si voglia sapere se un veicolo è sottoposto a un fermo amministrativo, è chiedere una visura della targa del veicolo presso un ufficio provinciale dell’ACI a un costo di 6 euro, oppure a un costo di 8,83 euro nel caso in cui si scelga di usufruire della modalità online.

All’impossibilità di presentarsi fisicamente presso gli sportelli dell’ACI, si può ovviare anche rivolgendosi a una delegazione territoriale. Questa verifica è non solo pratica ma particolarmente indicata a tutti coloro che stanno per acquistare un’auto usata e vogliono evitare brutte sorprese.

Evitare il fermo amministrativo: le situazioni possibili

Esistono diverse circostanze grazie alle quali è possibile evitare il fermo amministrativo e validate da diverse sentenze depositate nel corso degli anni, eccone alcune:

  1. Il veicolo è cointestato a una seconda persona.

  2. L’auto risulta essere un bene strumentale, ossia indispensabile allo svolgimento della propria attività lavorativa (da dimostrare entro 30 giorni dalla ricezione della notifica).

  3. L’automobile è destinata al trasporto di persone disabili.

Cancellazione fermo amministrativo

Per cancellare il fermo amministrativo, dopo aver provveduto all’estinzione del debito, occorre recarsi presso un ufficio provinciale del PRA e presentare i seguenti documenti: revoca originale, CdP (Certificato di Proprietà) accompagnato dalla nota di richiesta sul retro o, in alternativa alla nota, modulo NP-3.

Nel caso in cui la nota venga redatta sul certificato di proprietà, è necessario pagare un’imposta di bollo di 32 euro. Al contrario, in caso di utilizzo del modello NP-3, l’imposta di bollo sarà pari a 48 euro.

In soli due casi sarà possibile effettuare gratuitamente la cancellazione del fermo amministrativo: nel caso in cui sia stato iscritto per errore, o se il passaggio di proprietà di una vettura è stato fatto in un periodo antecedente all’iscrizione al fermo.

Vendere un’auto con fermo amministrativo

Il fermo amministrativo consente, comunque, di effettuare il passaggio di proprietà del veicolo. Naturalmente, il divieto di circolazione passerà da un proprietario all’altro e si protrarrà fino a quando il venditore non avrà saldato il proprio debito.

Qualora l’acquirente non sia stato informato del fermo, potrà richiedere la risoluzione del contratto e optare per la conseguente restituzione del veicolo. Questa richiesta sarà possibile solo rivolgendosi a un giudice di pace e intentando una causa contro il venditore. In alternativa allo scioglimento del contratto, è possibile contrattare una riduzione del prezzo di vendita, evitando spiacevoli strascichi legali.


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