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18 novembre 2022

Rottamare l’auto: procedure, costi e incentivi

Quando si decide di acquistare una nuova auto, una delle procedure più comuni è quella di effettuare la rottamazione del veicolo usato. Prima di procedere con questa procedura è consigliabile cercare di vendere il veicolo usato o, se possibile, cederlo in permuta.

Queste ipotesi sono percorribili nel momento in cui l’auto usata abbia ancora una valutazione sul mercato dell’usato. Invece, nel caso in cui il veicolo risulti obsoleto o presenti guasti irreparabili, non c’è alternativa alla rottamazione.

Nel glossario comune c’è una grande confusione sulla terminologia usata quando ci si vuole disfare di un veicolo.

Cosa si intende per rottamazione e cosa, invece, per demolizione?

  • La rottamazione di un’auto, è la procedura di cancellazione del veicolo dai Pubblici Registri e la sua successiva demolizione presso centri autorizzati.

  • La demolizione, invece, è l’iter che avviene nei centri di raccolta e che consiste nello smontaggio, nella rimozione, nella selezione e nel deposito di tutte le componenti recuperabili, dei materiali pericolosi e di quei pezzi di ricambio commercializzabili.

Rottamare un’auto è sempre possibile, a patto che il veicolo non risulti gravato da un fermo amministrativo. La rottamazione di questo sarà possibile solamente quando il proprietario avrà cancellato al PRA il fermo amministrativo, attraverso il pagamento delle somme dovute.

Ma, per tutti gli altri casi, quali sono le procedure da seguire per rottamare un’auto? Quali sono i costi? Esistono degli incentivi che rendono questa procedura particolarmente vantaggiosa?

Come rottamare un’auto

Per sapere come rottamare un’auto è possibile rivolgersi ai centri di raccolta autorizzati qualora si voglia procedere in totale autonomia. Invece, nel caso in cui questa operazione sia associata all’acquisto di una nuova auto è possibile recarsi in concessionaria e affidare in proprio veicolo all’operatore preposto, portando con sé tutti i documenti necessari.

A quel punto, sarà l’operatore della concessionaria a sbrigare tutte le pratiche burocratiche necessarie alla rottamazione, compreso il rilascio del certificato di rottamazione e la registrazione presso il PRA della cessata circolazione dell’auto. Per espletare tutte le pratiche appena citate il tempo previsto è di circa 30 giorni.

Per procedere alla rottamazione del proprio veicolo occorre presentare al momento della consegna i seguenti documenti:

  • libretto di circolazione;

  • certificato di proprietà del veicolo (CDP) o originale del foglio complementare;

  • targa anteriore e targa posteriore;

  • copia del documento di identità del proprietario del veicolo

Nel caso in cui i documenti originali siano stati smarriti, distrutti o sottratti, basterà consegnare la copia originale della denuncia resa alle forze dell’ordine o alle autorità competenti.

Qualora il consegnatario del veicolo sia diverso dal proprietario, in aggiunta ai documenti citati in precedenza occorrerà consegnare un certificato di delega. Nel momento in cui la rottamazione dell’auto è legata alla possibilità di usufruire di bonus o incentivi, non è possibile rottamare un’auto non intestata, a meno che l’auto non sia intestata ad un soggetto che risiede nello stesso nucleo familiare dell’intestatario.

Quanto costa rottamare un’auto

Rottamare un’auto presenta dei costi, soprattutto se tale azione non è legata all’acquisto di una nuova auto.

  1. Il primo fra tutti è il pagamento di un’imposta di bollo di circa 32 euro.

  2. Qualora venga utilizzato il modello NP3B, ossia un modulo usato generalmente negli uffici del PRA per effettuare la pratica di rottamazione, il costo sale a 48 euro.

  3. A questa cifra occorrerà aggiungere 13,50 euro circa da versare all’ACI.

  4. Onde evitare spiacevoli sorprese, ossia la presenza di un fermo amministrativo sul veicolo, è consigliabile procedere a una visura attraverso il pagamento di soli 7 euro.

Nel caso in cui si proceda autonomamente alla rottamazione del veicolo, possono presentarsi costi aggiuntivi come quelli per il trasporto del veicolo da rottamare attraverso il carro attrezzi presso il centro autorizzato.

Tuttavia, ci sono dei modi per risparmiare o, persino, di rottamare l’auto in modo gratuito. Esistono, infatti, molti autodemolitori che, potendo guadagnare dalla vendita dei pezzi riutilizzabili, offrono la rottamazione a prezzi ridotti o, addirittura, a costo zero.

Per rottamare l’auto senza alcun costo, ossia senza il pagamento dell’ACI e dell’imposta di bollo prima citata, occorre che l’auto sia completa di tutti gli elementi essenziali (carrozzeria, centraline, motore, catalizzatore). Questo, comunque, non esula dal pagamento dovuto alla cancellazione dal PRA e le eventuali spese di trasporto.

Rottamazione auto: gli incentivi

Per promuovere l’acquisto di auto nuove, lo Stato Italiano ha previsto una serie di incentivi di rottamazione dell’auto, che possono essere di carattere nazionale o regionale. Questi incentivi, oltre a permettere di non pagare nulla per la rottamazione, consentono di usufruire di un considerevole sconto sull’acquisto di un nuovo modello.

A livello nazionale, gli incentivi di rottamazione dell’auto sono vincolati ad alcune condizioni relative al prezzo del modello dell’auto che si intende acquistare e al superamento di determinate soglie classificate in base alla fascia di CO2. Si tratta di tutte le auto (categoria M1) con emissioni comprese tra 0-135 g/km CO2, euro 6 (veicolo da rottamare fino a Euro 4).

È possibile usufruire di questi incentivi grazie al Decreto pubblicato il 16 maggio 2022 in Gazzetta Ufficiale. I concessionari per prenotare i contributi previsti dal decreto, dovranno accedere alla piattaforma https://ecobonus.mise.gov.it/.

Nello specifico, ecco la soglia del prezzo di listino associato alla relativa fascia CO2, con conseguente contributo con rottamazione:

  • 35mila euro (IVA esclusa) – 0-20 g/km: contributo 5mila euro*;

  • 45mila euro (IVA esclusa) – 21-60 g/km: contributo 4mila euro*;

  • 35mila euro (IVA esclusa) – 61-135 g/km: contributo 2mila euro**


* Fondi aumentati a 6000 e 7500 euro per le persone con ISSE inferiore a 30mila euro ** Fondi esauriti per il 2022


Cos’è il certificato di rottamazione e a cosa serve

Il certificato di rottamazione è rilasciato al proprietario dell’auto al momento della rottamazione. Il rilascio di questo certificato risulta di primaria importanza, in quanto solleva il possessore da qualsiasi responsabilità, sia civile, sia penale, sia amministrativa, relativa alla proprietà del veicolo.

Attraverso il certificato di rottamazione, il proprietario dell’auto rottamata non è più tenuto a versare il pagamento del bollo auto, al contrario può trasferire la polizza assicurativa a un altro veicolo. È fortemente consigliata la conservazione del certificato di rottamazione, al fine di dimostrare che non si è più intestatari del veicolo qualora vengano notificate delle multe nel periodo successivo alla procedura.


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